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Il primo Atp 250 di Gian Marco Moroni e i best ranking di Salvatore Caruso e Stefano Travaglia

Basterebbe il titolo a dimostrare che la sostanza di cui sono fatti i sogni si chiama MOVIMENTO, la cui salute è francamente impressionante.

Proviamo a dare un ordine al caos dell’entusiasmo, partendo dal Ferrer laziale (ma non della Lazio?) Gian Marco Moroni al primo tabellone del circuito maggiore Atp della sua carriera.

Non ricordo chi propose l’accostamento al muratore spagnolo ritiratosi quest’anno, di certo non produce alcuna gloria estetica, ma ottime aspettative agonistiche.

Curiosamente Moroni ha superato le qualificazione di Gstaad, in Svizzera, in un momento non particolarmente esaltante della carriera, dopo che l’ascesa dello scorso anno aveva ben disposto.

Purtroppo incontrerà l’immortale eversore dei diritti umani Tommy Robredo e potrebbe essere calvario esecrabile quanto inusitato. Non riesco a immaginarmela come la partita più avvincente del decennio, non so come mai.

Nel frattempo Stefano Travaglia e Salvatore Caruso raggiungono il loro best ranking! Numero 98, il primo supera la soglia psicologica dei 100, 104 il siciliano infortunatosi sul più bello nella semifinale di Umago.

Stefano Travaglia, per gli amici Steto, gioca anche lui a Gstaad, da favorito, contro il barocco Daniel Elahi Galan Riveros; mentre Caruso becca il rognosissimo Juan Ignacio Londero ad Amburgo, Atp 500 alla ricerca dell’antica gloria.

Partita dura non solo per lo stato di forma dell’uomo che gode nell’umiliare Riccardo Gaschetti, ma per le condizioni precarie di Caruso, ritiratosi tre giorni fa nella sfida contro Dusan Lajovic, fresco vincitore a Umago.

Non è tutto naturalmente: il movimento stanco di divellere nel mondo challenger si sposta in massa nei 250 e a Gstaad troviamo anche Filippo Baldi, sua stoicità Paolo Lorenzi, Thomas Fabbiano e Lorenzo Sonego.

Una presenza tonitruante, ma piuttosto chiusa dal tabellone. Del folto gruppo il più futuribile mi pare Lorenzo Sonego, che potrebbe arrivare nei quarti, presumibilmente contro l’umorale Moutet. Non male anche lo spot di Travaglia, che non incontra nessun fulmine di guerra e il più competitivo dalle sue parti, Lajovic potrebbe appellarsi alla legge Tommasi.

[foto credito: SpazioTennis.it]