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Luca Nardi divelle Novak Djokovic a Indian Wells

12 marzo 2024, esterno notte: Luca Nardi divelle Novax Djokovic da lucky loser in un Atp 1000. Se vi siete svegliati ora avete letto bene, Nardi è agli ottavi di Indian Wells dopo aver estirpato il male.

L’impresa di cui avevamo bisogno per ritemprare le nostre utopie, l’impresa che annichilisce il nostro cinismo, la nostra classifica soprammobilistica, la data in cui Luca Nardi si affranca del nardismo, categoria dalla quale possiamo prenderci una rivincita storica. Casuale, improvvisa, estemporanea e quindi bellissima. La vittoria fuori dalle tavole statistiche, dalle regole, spruzza anarchia, regala insonnia e gastrite, vale l’attesa, genera iperboli di romanticismo salvifico.

È tempo di stracciare il poster del cannibale in camera con cui Luca è cresciuto.
È tempo di esultare senza grazia e mettere video in loop.
È tempo perfino di subire gli articoli mainstream dal titolo seo Chi è Luca Nardi o leggere messaggi di finti conoscitori del talento italiano più fogniniano in circolazione.

E non è tempo di essere prolissi, perché bisogna fare colazione e portare la figlia a scuola. Bisogna godere però. E dare respiro a queste righe scritte nella notte, in piedi, nel buio in corridoio sulle note del telefono.

Sì Luca Nardi ha divelto Djokovic. E del cronachismo non ce ne frega nulla.