Tre stagioni di Goliath serie legal, tra dubbi e certezze

Tre stagioni di Goliath serie legal, tra dubbi e certezze

24 puntate, tre stagioni (molto differenti), sensazioni positive, un po’ di noia, qualche bel momento. Il tutto senza riuscire a capire se Goliath mi sia piaciuta o meno.

Capiamoci, il legal thriller prodotto da Amazon è di livello: ha un’ottima scrittura e gli interpreti giusti, è anche coraggioso in molte scelte, come anche legato a una serie di stereotipi fin troppo risaputi.

Ogni stagione è un caso a sé, ma al centro c’è sempre un emaciato, fascinoso e alcolizzato Billy Bob Thornton, nei panni di Billy McBride, una volta avvocato di grido ora insonne, inappetente, con problemi respiratori, un matrimonio finito e una figlia con la quale venire a capo.

Visto l’interprete sembra fin troppo L’uomo che non c’era rivisto e corretto.

Una figura più da hard boiled classico o da western crepuscolare, che da serie legal, ma il passato del protagonista prova a giustificare la sua deriva nichilista, che ovviamente lo porta a vivere in un putrescente motel avendo come unica figura vicina una prostituta di nome Tania, interpretata da Brittany Gold. Bravissima e di una bellezza stordente, gridiamolo ora che commentare l’avvenenza di un’attrice è diventato reato.

Hottest Woman 10/16/16 – TANIA RAYMONDE (Goliath)! | King of The ...
Provo a spiegarmi meglio con il supporto di Google

Un giorno Billy si incrocia con l’avvocatessa e immobiliarista (perennemente vicina a una crisi di nervi) Patty Solis-Papagian e, seppur riluttante, diventa il Golia contro il Davide di turno. Una squadra ridicola di legali deve contrapporsi al suo ex studio di avvocati, comandato dal villain misterioso e ustionato Donald Cooperman (William Hurt che fa William Hurt all’ennesima potenza), che architetta qualsiasi vendetta possibile contro il suo vecchio socio.

Non basta: nello studio lavora anche la ex moglie (Maria Bello), che dopo essere stata con lui si è data al lesbismo inevitabile, visto che se la fa con l’altra grande avvocatessa dello studio interpreta da Molly Parker, un altro corpo prestato al turbamento ormonale. Almeno al mio.

Why 'Goliath' Stars Maria Bello & Molly Parker Are Both Frustrated ...
Dico male?

In ogni modo la prima stagione funziona bene, ricalca situazioni classiche, fa leva su facce, dilatazioni temporali e retoriche di genere portando a casa il risultato.

La seconda stagione cambia scenario: abbandona i principali personaggi di contorno, tranne quelli strettamente vicini al protagonista, ci mette in mezzo il Cartello messicano (che ormai scomodano anche nei documentari sulla cultura bizantina) e una candidata sindaco di Los Angeles con un passato inevitabilmente oscuro e una serie di consiglieri diversamente raccomandabili.

Alti e bassi, deviazioni anche sorprendenti (incubi onirici, fughe con personaggi strambi), prima di un epilogo tra vittoria e sconfitta, molto nero e malinconico.

Anche qui siamo ampiamente all’interno di una serie rassicurante fatta di buoni e cattivi, entrambi esibitamente sfumati come si confà alla modernità, ma è interessante la scelta di armare il serial legal del solo valore pretestuoso, regalando la fase processuale al minimo.

Scelta che prosegue nella terza stagione, dove la rivoluzione si chiama addirittura patteggiamento e il contesto rimanda narrativamente alle grandi battaglie di civiltà (la guerra per l’acqua) e visivamente a Twin Peaks. L’omaggio è esplicito e passa anche per il ruolo introduttivo di Sherilyn Fenn, ma la calligrafia è pedante e sicuramente un po’ sonnolenta, soprattutto nelle prime puntate.

Stavolta nei panni del villain abbiamo Dennis Quaid, con tutto il campionario di facce jokeresche e smorfie inenarrabili (ma anche un sublime assolo musicale di carattere lisergico, che non potevo non postare, sopra. Naturalmente per assecondare la vulgata contemporanea è la figura femminile della sorellastra la mente diabolica e cinica che porta gli eventi oltre il lecito.

Thornton sembra sinceramente essersi un po’ annoiato del suo personaggio (che in questa stagione ha anche un’impennata romantica e idealista nella sua arringa) e si trascina un po’, ma è quella roba lì che finisce per piacere. La serie pure, anche se non si supera mai la soglia del gradevole.

Ci sarà una quarta stagione, che inevitabilmente vedrò.